•• La Comunicazione come forma d'amicizia (Prof. García-Noblejas)
Non è un caso che il titolo di quanto esporrò di seguito sia “La comunicazione come forma di amicizia” e non il contrario, “L’amicizia come forma di comunicazione”. Voglio infatti trasmettere l’idea che sappiamo già abbastanza riguardo all’amicizia, mentre invece sappiamo abbastanza poco della comunicazione. La questione che viene posta è questa: i mezzi di comunicazione, al di là del fatto di pretenderlo o sembrarlo, possono essere umanamente amichevoli?
Il proposito di queste parole consiste non tanto nell’occuparsi degli aspetti o delle manifestazioni comunicative dell’amicizia, quanto piuttosto nell’osservare in che misura l’amicizia possa essere predicata come qualità propria dell’avvicinamento delle forme e dei mezzi di comunicazione pubblica ai cittadini. Cosa che presuppone, in un certo senso, che ciò che segue rientra più appropriatamente nel contesto dell’Epistemologia della Comunicazione pubblica, e non direttamente nel contesto dell’Etica o dell’Antropologia filosofica.
Una genuina prospettiva epistemologica per la Comunicazione pubblica è quella che risulta capace di almeno due cose: 1) considerare insieme tutti i mezzi, le forme e i testi comunicativi e 2) farlo in quanto questi ultimi hanno come obiettivo prioritario il parlare veridicamente della realtà. Oggigiorno, tanto nelle argomentazioni giornalistiche quanto nelle creazioni poetiche, si può notare una convergenza nell’interesse a dare notizia del male reale e possibile che si osserva nel mondo in cui viviamo, e del male reale e possibile che si osserva all’interno del mondo che ciascuno di noi rappresenta.
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